Il Museo Colosso

Scheda di dettaglio

La Collezione Colosso, conservata ad Ugento, all'interno del Palazzo Colosso, è una delle poche collezioni storiche della regione Puglia, formatasi con materiali rinvenuti ad Ugento e nel suo territorio nel secolo XIX.
La raccolta, iniziata dal Barone Adolfo Colosso, "appassionato cultore di storia patria", viene ricordata dagli scrittori locali come sempre esistente al piano terra dell'omonimo Palazzo, "gelosamente custodita dai figli Luigi e Massimo Colosso".
I reperti, 794 in tutto, si inquadrano complessivamente tra il VI secolo a. C. e l'età altomedievale. Ad essi si aggiungono esemplari di età moderna quali armature ed armi, proiettili di cannone ecc.
Per il periodo compreso tra il VI secolo e l'età ellenistica la Collezione dispone di importanti testimonianze del repertorio ceramico indigeno: le trozzelle, prodotte nell'intero arco cronologico di diffusione della forma ceramica, le lekanai e i piatti in vernice bruno-rossiccia, caratteristiche forme del VI e V sec. a. C.. Il periodo considerato è anche caratterizzato dall'importazione di ceramica attica, che nella Collezione è rappresentata dalle lekythoi.
Tra i reperti della fase ellenistica si conservano sia alcuni pertinenti alla cosiddetta "ceramica di Gnathia" (un grande skyphos, una pelike e due oinochoai sono gli esemplari di maggior qualità), sia altri della classe ceramica a vernice nera (skyphoi, tazze biansate e monoansate, coppette e brocche). Allo stesso periodo sono da riferirsi alcune lucerne, della classe greco-ellenistica e di quella italica e romana, così come anche realizzazioni coroplastiche (terrecotte femminili, tintinnabula, un elmo pileo in terracotta e un disco con rappresentazione a rilievo di vari oggetti).
Nella Collezione sono presenti anche reperti scultorei che confermano l'inserimento di Ugento tra i siti messapici che hanno restituito elementi pertinenti alla decorazione di naiskoi di tipo tarantino. Fra questi si distinguono una testa scopadea della fine del IV sec. a. C., un frammento ad altorilievo probabilmente raffigurante un guerriero a cavallo, un torso maschile, un frammento in marmo raffigurante un animale e frammenti di una statua colossale riferibile probabilmente ad Ercole.
Si segnala inoltre la presenza numerosa di epigrafi, sia in lingua messapica che in lingua latina.
Oggi grazie alla disponibilità della famiglia Colosso e al perfezionamento di un protocollo d'intesa tra il Comune di Ugento, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e la Provincia di Lecce l'importante raccolta viene aperta al pubblico.
Il progetto di valorizzazione della collezione all'interno delle scuderie di Palazzo Colosso, costituisce un'iniziativa di grande rilievo nella prospettiva della pubblica fruizione della raccolta, la cui formazione risale ai decenni centrali dell'Ottocento, periodo in cui il collezionismo è stato determinante per la conservazione nella nostra regione di esemplari di altissima qualità, svolgendo inoltre un ruolo importante nella formazione di molti musei pugliesi.

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