Chiesa della Madonna di Costantinopoli

Scheda di dettaglio

La piccola chiesa dedicata a S. Maria di Costantinopoli ( inizi del sec. XVII) si trova in prossimità del passaggio dell'antica via Traiana Sallentina, il percorso viario di origine romana che, nei secoli successivi, diviene un frequentatissimo percorso religioso. Oggi la chiesetta, in origine un edificio isolato, è inglobata in una struttura masserizia del XVIII secolo (nota come Masseria Crocefissi),. La copertura esterna, in origine, era realizzata a doppio spiovente, mentre nel XVIII venne sostituita da un solaio piano. La chiesa ha pianta rettangolare caratterizzata da un' unica navata, con copertura a botte. All' interno, sia le pareti che la volta sono completamente affrescate. Partendo dal riquadro in fondo alla parete destra è possibile osservare una figura vestita con abiti orientali, identificata come un Profeta (Elia o Isaia); proseguendo verso l'ingresso, sulla medesima parete sono visibili Sant' Eligio, San Nicola, Sant' Antonio da Padova e Santa Rita. Al di sopra dell' ingresso campeggia una rappresentazione di Cristo. Nella parete di sinistra, partendo dall' ingresso, si trovano i pannelli raffiguranti San Paolo, San Biagio, San Rocco, San Vito e Sant' Antonio Abate. Sulla parete di fondo, al di sopra dell'altare di fattura moderna, si trova la rappresentazione della Vergine di Costantinopoli in trono, al cui fianco si conserva l'iscrizione con la data di realizzazione (1619). Ai suoi piedi è raffigurato un edificio pervaso dalle fiamme di un incendio: rappresentazione sintetica degli assedi che la città di Costantinopoli subì nel VII e VIII secolo ed ai quali sopravvisse per intercessione della Vergine. L'immagine della Madonna è dipinta su un frammento di intonaco. Questo dettaglio ha permesso di individuare una stratificazione degli affreschi, appartenenti dunque a periodi differenti. La volta della chiesetta è decorata a falsi cassettoni, all'interno dei quali si trovano volti di puttini alati. Al centro della volta è dipinto lo stemma araldico dei Papadìa, la famiglia aristocratica che volle la realizzazione e la decorazione pittorica di questo edificio di culto.

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