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Frazione di Gemini

La frazione di Gemini sorge a circa 2,5 km da Ugento, in una zona pianeggiante posta a ridosso della Serra Casavecchia.

Le tradizioni popolari relative alla fondazione del paese presentano versioni differenti, fra cui quella legata al culto dei gemelli Castore e Polluce, dioscuri, figli di Giove che si era trasformato in cigno.
Le più antiche testimonianze archeologiche risalgono al II millennio a.C., periodo nel quale si rileva la presenza di alcuni insediamenti in capanne, localizzati lungo la dorsale della serra.

L'etimologia del toponimo Gemini (Geminius, geminus), avvalora l'ipotesi della sua origine romana, legata probabilmente alla disfatta contro i Cartaginesi: ai centurioni, terminata la guerra, furono concesse terre, che ancora oggi mostrano nel nome evidenti tracce della loro derivazione romana, come la vicina località di Pompignano (Pomponius).
A ciò si aggiunga che il moderno tratto di strada che attraversa Gemini collegandola ad Ugento ripercorre un decumano massimo, ossia un asse stradale principale di origine romana, orientato est-ovest. A poche centinaia di metri dal centro abitato, inoltre, i resti di una fattoria rustica mostrano come i complessi agricoli del tempo si disponessero in prossimità delle maggiori arterie viarie.

Le prime documentazioni scritte provengono dai Registri della Cancelleria Angioina del 1271: in tali documenti si fa richiesta di tassazione delle terre di Ugento, Pompignano e Geminiano, amministrate dal conte Tommaso d'Aquino.
Alla seconda metà del XIII secolo, quando ricopriva la carica di vescovo Lando di Vico Bianco, si fa risalire l'istituzione della baronia vescovile sui casali di Pompignano e Geminiano, mentre si deve  a Mons. Andrea Pastore la costruzione al centro di Gemini, tra il 1517 ed il 1528 del palazzo Vescovile che divenne rifugio per Mons. Carlo Borromeo nell'ottobre del 1537, anno della devastazione saracena di Ugento.

 
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